Jordan City Pack – moda, architettura e qualità

Marzo è alle porte e, giusto in tempo per la primavera, stanno uscendo 3 paia di scarpe ispirate a 3 città dall’architettura musa per i colori e lo stile.

Milano, il Duomo:
La cattedrale più grande d’Italia, un gigante prettamente gotico, costruito da Simone da Orsenigo che scelse di usare il marmo per edificare la cattedrale, il marmo di Candoglia.
Questo marmo oltre ad ispirare la costruzione della basilica di Santa Maria Nascente, ha fatto si che i suoi colori ne invogliassero l’utilizzo anche per le nuove Jordan 1 Mid Milano, che usciranno oggi alle 9.00.
Un equilibrio di sfumature tenui e graduali, racchiuse in vera pelle Made in Italy.

Jordan 1 Mid Milano
Disponibili il 22 febbraio 2020 alle 9:00
prezzo retail: 141€

Parigi:
La città dell’amore, con delle architetture che la rendono unica e speciale.
Nonostante la tragedia di Notre Dame, la capitale francese rimane avvolta da quell’eleganza e raffinatezza di cui solo lei ne è padrona.
È inevitabile non pensare a Parigi vedendo la Jordan low Paris, – anche lei disponibile da domani – e non solo per l’etichetta attaccata alla scarpa che riporta le lettere “PRS”, bensì per la sua forma, la pelle e il suede pregiati, nelle gradazioni di azzurro e bianco che danno un tocco di luminosità.

Jordan Low Paris
disponibili il 22 febbraio 2020
prezzo retail: 131

Per ultima Londra, capitale inglese non fatta solo da pioggia e Brexit.
Dopo la fashion week nella quale abbiamo visto la nuova collezione di Margiela con North face, tra un po’ uscirà un’altra scarpa ispirata a questa città internazionale.

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Il virus che colpisce anche i mobili!

Il Salone del Mobile è la più grande fiera mondiale di design, più nello specifico possiamo trovare pezzi di arredamento per gli interni delle nostre case, dall’estetica migliorativa, piuttosto che utilitaria.

Negli anni sessanta degli imprenditori italiani presero ispirazione da una fiera simile già esistente in Germania. Nel 1961 con il nome di Cosmit – Comitato Organizzatore del Salone del Mobile Italiano – inaugurarono il primo evento chiamandolo “Il Salone Internazionale del Mobile”, in Italia.

La città natale fu Milano, la quale non permise all’evento di spostarsi in nessun altro posto. La capitale mondiale e della moda, ha ospitato fino ad oggi la fiera del design, aggiungendo anche questo tra le sue qualità.

Il salone del mobile si svolge annualmente ad aprile nella settimana del design a Rho, dove si svolgono altri eventi, tra cui anche la fiera dedicata alle calzature e la pelletteria: il Micam.

Venendo a quest’anno, Il Salone del Mobile e l’altra fiera correlata, il Fuorisalone erano programmati dal 29 febbraio al 2 maggio. Purtroppo dopo le ultime notizie riportate da telegiornali e giornali, la situazione di salute nelle zone del nord-Italia è a rischio, a causa del nuovo virus SARS-CoV-2, conosciuto più comunemente come Coronavirus di Wuham, riguardo al quale non entrerò nei dettagli non avendone le competenze né la voglia, perciò gli eventi sono slittati il 16 Giugno.

A dare la notizia, il sindaco di Milano, Beppe Sala in un video su Facebook, poi anche su Instagram. Una decisione difficile, spiega, ma la decisione più giusta crede, quella di rimandare l’evento mondiale.

Scopriamo insieme i migliori negozi Streetwear a Roma!

Un po’ di tempo fa, in un vecchio articolo avevamo parlato di un negozio a Roma che stava aprendo, ed avrebbe fatto concorrenza ad Holypopstore: One Block Down, il negozio dall’estetica molto minimal e le sembianze di un museo di sneakers piuttosto che di uno shop, con un’architettura molto moderna e un design in stile industriale.

Tuttavia non è l’unico negozio Street che possiamo trovare nella Capitale. Con il boom dello streetwear tra i giovani consumatori, infatti, i negozi dedicati sono aumentati, ed è molto facile, sopratutto in una città come Roma, perdersi per strada qualcuno di questi.

In questo articolo infatti andremo a creare una mappa indicando tutti i posti dove andare se siete amanti di streetwear o anche solo se siete curiosi di conoscere questo mondo attualmente rilevante.

Noi iniziamo ad elencarne qualcuno:

Kozmo Laze – Via Federico Cesi 54

Vicino a Piazza Cavour troviamo il negozio street incentrato sulla cultura skater e i brand caratterizzanti, ma non solo, una sneakerwall superfornita. Una sala giochi, con colori e oggetti che richiamano una certa estetica: palle da basket, cabinati, bombolette spray.

Big Soup – Via di Ripetta 141/a

Un rifugio per appassionati e non, un posto in cui ti senti a casa, anche per la confidenzialità dei proprietari. Piccolo ma pieno di pezzi unici, il primo negozio di reselling d’italia.

HolypopstoreVia del Vantaggio 46

Col nome più simpatico, a pochi passi da Piazza del Popolo, un negozio dal design semplice ed efficace. Potrei stare per ore a guardare i Toys esposti!

Space23 – Corso Vittorio Emanuele 156

Chi ha detto circo? il negozio dal concept americano in corso Vittorio Emanuele.

Poi ci sono Urban Jungle in Via Tuscolana 1234, Suedestore in via dei Serpenti 127, tra i pochi Adidas consortium shop in Italia e Overground in via Massaciuccoli 79.

Voi quali conoscete che vi piacciono, in cui andate spesso che non abbiamo nominato? Commentate qui sotto o scriveteci su Instagram!

Sito della mappa: https://it.batchgeo.com/map/34d0d86892067382ee4f3bb3e0656267

DISSING CONTRO DISSING: LAIOUNG VS JAMIL

Quando è arrivata la notizia in redazione non ci volevamo credere, Laioung ha fatto un dissing!

Giuseppe Bokarie Consoli non è famoso per le risse musicali, ma per essere uno dei pochi artisti a produrre, scrivere, interpretare i suoi brani e soprattutto per inviare messaggi positivi attraverso la sua musica.  Solo una volta si era cimentato in un brano “cattivo”, infatti ’Vietato ai Deboli’ accusava gli Youtuber di giudicarlo in maniera ingiusta.

 Questa volta sembra che il dissing sia indirizzato verso un personaggio che conosce bene il genere: Jamil Baida , il DISSKING giovane allievo della cantera dell’artista della vecchia scuola italiana Vacca, che sembrerebbe aver insultato il giovane leone durante un concerto il 1 Marzo 2018, ma veniamo ai fatti.

Più di un anno fa, durante la realizzazione dell’album Most Hated, Jamil chiede a MBoss, rapper italo senegalese,  di contattare Laioung per partecipare al suo nuovo album, anche se in passato i due artisti non hanno avuto nessun tipo di contatto né personale né lavorativo, il Leone accetta. Nasce un brano molto interessante che purtroppo conosceremo solo a metà, infatti Jamil e Laioung cominciano a fare promozione sui social per la loro collaborazione e tutto sembra perfetto, fino a quando Laioung viene ingaggiato dal management di Gallagher per produrre e dirigere il suo nuovo album “R1Q17”, collaborazione che viene percepita dai social con molto interesse.

A questo punto la rottura: Jamil, propenso a cavalcare l’onda dell’hype generato dalla collabo Galla-Laioung, pubblica un video con la sua parte del brano realizzato ma eliminando le sue barre. Comincia un ondata di insulti tra Jamil e Gallagher coinvolgendo anche Laioung spaccando l’opinione sui social. La rete attenta a percepire ogni minima fase dello scontro Galla-Jamil nota presto un grande assente, infatti Laioung rimane in disparte evitando polemiche inutili e non cedendo alle provocazioni. Purtroppo la polemica che sembrava essersi placata si riaccende proprio durante un concerto di Jamil a marzo, il rapper durante il live canta il brano che avevano realizzato insieme, ma interrompendolo sulla strofa dell’artista italo-sierraleonese, chiamandolo “Infame”.

Il video ripreso dai fan di entrambi gli artisti intasa i social e procura la reazione di Laioung che chiamerà un mesto Jamil assorto nei suoi “VA BENE” affrontandolo in un faccia a faccia (telefonata che sarà interamente ripresa e che verrà mostrata nel prossimo video) confronto che non ci sarà mai, anzi Jamil pubblicherà una strofa offensiva nel un suo ultimo album contro Laioung. Abbiamo visto in anteprima il Grafic Video del brano VAD2 – Va Bene, possiamo dire solo che ne vedremo delle belle, questa estate calda sta per diventare rovente.

FOOTPATROL SCEGLIE MILANO

Come già detto in un articolo precedente, le Fashion Week sono piene di party ed eventi privati a cui partecipano varie figure che lavorano in ambito moda e retailing.

Siamo di nuovo in piena Paris Fashion Week, ed è ad uno di questi eventi che è iniziata a circolare la voce dell’apertura di un altro colosso dello streetwear e dello sneaker game in Italia: FootPatrol.

Ebbene sì, dopo l’opening di Patta, sembra che Michael Kopelman e Simon Porter – co-founders di FootPatrol – abbiano deciso di aprire uno store a Milano, sempre in zona Duomo.

Il periodo in cui dovrebbero aprire è Natale 2019, quindi per chi è di Milano, occhi aperti che probabilmente le ristrutturazioni del locale inizieranno in questi mesi.

Al momento non abbiamo altre informazioni, ma vi invito a continuare a seguirci poiché molto presto vi sapremo dire di più!

RONNIE FIEG E FRANCKY B. SI UNISCONO PER KITH PARIS

Ronnie Fieg è considerato uno delle figure più influenti nell’industria del footwear e del retailing.
Apre il suo primo store, KITH, l’11 novembre 2011 a New York ed ha continuato ad aprirne fino ad arrivare ad un totale di 8 store.
Si pensava potessero bastare, e invece no!

Durante la Paris Fashion Week – ed in particolare durante la runway di Alyx – il designer e Zack Bia, noto influencer americano, sono stati avvistati in compagnia di un francese, su Instagram chiamato Francky B., che ha fatto parte del team di Sneakerness France fino a poco tempo fa.

Qual è la connessione tra Fieg e Francky? A detta di tutti si pensava che lui sia un papabile socio per l’apertura e la gestione di KITH Paris.
Proprio oggi, 26 giugno 2019, ci è arrivata la conferma tramite il profilo Instagram del francese.
Quest’ultimo ha postato un video in cui Ronnie Fieg firma un contratto e nella descrizione scrive: “Francia per favore accogli KITH come merita”.

Avete capito bene: il nono KITH store aprirà a Parigi entro Natale 2019 in pieno centro! E non sarà nemmeno piccolo!
Infatti, si dice che per questo nuovo flagship store i due abbiano deciso di occupare 5 piani di un palazzo per un totale di 1200 mq ed abbiano investito circa 5 milioni di dollari.

Insomma, a quante pare a Ronnie Fieg non bastavano le collaborazioni con Versace, New Balance o Saucony ed ha deciso di caricare sul piatto della scena del retail il suo pezzo da 90!

FINALMENTE PATTA.

Come abbiamo già scritto il 13 febbraio 2019 – anche se fondatori di altri magazine ci hanno detto che non siamo stati abbastanza chiari perché “scritto da porco” – in un articolo, durante la Paris Fashion Week si vociferava di una papabile apertura del colosso streetwear olandese in Italia, precisamente a Milano.

La conferma ufficiosa è arrivata il 13 maggio, quando Vincenzo Berlen, noto collezionista di sneakers milanese, pubblica una foto sul suo profilo Instagram della collaborazione tra Jordan e Patta scrivendo in descrizione “coming soon in your town”.


La conferma ufficiale, invece, arriva il 10 giugno, quando la notizia viene rilasciata sul profilo Instagram di Patta scrivendo in descrizione “Coming soon…” con la geolocalizzazione attiva nella città di Milano.

Ebbene sì, un passo importante per la community italiana streetwear lo segna Patta, aprendo ufficialmente al pubblico giovedì 13 giugno 2019 in Galleria Unione, 4.

Per inaugurare questo splendido inizio, oggi, mercoledì 12 giugno, Patta ha organizzato un party friends & family per l’apertura del suo nuovo flagship store, che, almeno per ora, è brandizzato e sponsorizzato Jordan.

Patta ha fatto il primo passo, chissà se finalmente anche altri colossi del mondo della moda underground, come Supreme o Kith, sbarcheranno in Italia
Rimanete aggiornati per ulteriori notizie!

UPDATE: Ecco alcune foto dello store dall’esterno durante il private party!

Le “Notes on camp” di Draftin

Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno il primo lunedì di maggio ha svelato al mondo l’annuale spettacolo del MET Gala, evento che ogni anno migliaia di appassionati attendono con impazienza, come se fosse il SuperBowl dell’alta moda. L’anticipato tema di questa edizione era “Camp, notes on fashion”, ispirato al titolo del libro “Notes on Camp” di Susan Sontag.

Il MET Gala è un evento tanto popolare quanto misterioso per molti, perciò facciamo un passo per volta:

COS’E’ IL MET GALA?:

E’ un evento di beneficenza a cadenza annuale, durante il quale vengono raccolti fondi per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute e rappresenta anche l’opening dell’annuale mostra dedicata alla moda. L’evento si tiene ogni anno all’interno del museo ed è organizzato – da 24 anni a questa parte – dalla editor-in-chief di Vogue US, Anna Wintour. Ogni anno viene scelto un tema sul quale gli invitati dovranno basarsi per i loro outfit e, proprio per questo, oltre le orde di appassionati, muove anche moltissime opinioni in giro per il web.

Per il MET di quest’anno abbiamo voluto dire la nostra, perciò ecco a voi le pagelle della redazione di Draftin:

LADY GAGA:

Aprire questa lista con lei è assolutamente inevitabile. Una delle prime ad arrivare sul pink carpet e l’unica a regalare un vero e proprio spettacolo ai presenti. Cambia look quattro volte prima ancora di entrare all’interno del museo, lasciando tutti a bocca aperta. I suoi look sono firmati da Brandon Maxwell che interpreta perfettamente lo spirito “esagerato” del Camp. 10 magna cum laude.

HARRY STYLES ED ALESSANDRO MICHELE:

Se la coppia composta dal cantante e dal direttore creativo di Gucci (e dell’intera serata!) interpreta il tema di quest’anno in una chiave decisamente meno appariscente di Gaga, è comunque l’effetto Gucci e tutto l’immaginario che questo nome porta con sé a convincerci anche questa volta. I tessuti morbidi e le balze imponenti che saltano immediatamente all’occhio danno ai due look un tono vittoriano e stravagante, che per noi di Draftin è un pieno 10/10.

SERENA WILLIAMS:

La scelta della tennista per il suo outfit è ricaduta su un abito di Atelier Versace, abbinato a delle scarpe che a noi sono più che familiari: la Williams ha indossato infatti un paio di Air Force 1 x Off-White Volt. Le scarpe hanno ripreso perfettamente il colore acceso del vestito arricchito da un vistoso insieme di fiori e incarnano il background sportivo di Serena, che in una situazione del genere infrange le regole dell’alta moda canonicamente intesa. Il nostro voto per lei è un bell’8/10.

FLORENCE WELCH:

Per la serata del MET, Florence Welch diventa parte della “gang” che ha scelto Gucci per interpretare il tema del Gala. Il suo abito dai colori tenui le dà un aspetto assolutamente etereo e il mantello con le spalle strutturate è un’aggiunta che sembra uscita direttamente da un libro di fiabe. Una scelta azzeccatissima che riflette perfettamente l’immaginario e l’atmosfera che la cantante crea anche con la sua musica. Anche per lei il voto è un 8/10

NAOMI CAMPBELL:

La top model ha indossato un abito Valentino Couture realizzato per lei direttamente da Pier Paolo Piccioli. Un abito che incarna perfettamente lo spirito “camp” come voleva Susan Sontag: il direttore creativo ha infatti preso alla lettera una delle affermazioni della scrittrice all’interno del suo libro, nel quale affermava che “La caratteristica del camp è lo spirito di stravaganza: camp è una donna che cammina indossando un abito fatto da tre milioni di piume”.  Lei, comunque, rimane sempre stupenda. 9/10.

CARDI B:

La rapper non è nuova alle esagerazioni sui tappeti della moda: ricorderete l’abito Mugler che Cardi aveva indossato ai Grammy. Quel vestito è ora in mostra all’interno del Metropolitan, ma per la serata del gala sceglie un imponente abito con strascico Thom Browne, che è ancora più ingombrante dell’abito giallo firmato Guo Pei che Rihanna aveva indossato nel 2015. Cardi B e la sua personalità sono la quintessenza del camp, per questo per noi il voto è un bell’ 8/10.

FRANK OCEAN:

Riguardo al look di Frank, siamo più confusi di lui durante la serata del Gala: il cantante indossava un ensemble Prada in total black. Sarà stata una scelta quella di sfidare il regolamento non rispettando il tema della serata? Sarà stata un’affermazione contro i dettami della moda e delle regole che impone? O sarà che si è direttamente dimenticato di dover andare al MET Gala? Non possiamo saperlo, per questo il nostro voto per lui e il suo look un po’ troppo anonimo si ferma ad un 5/10.

KENDALL JENNER:

Kendall ha scelto di calcare il pink carpet indossando una creazione firmata Donatella Versace. Torna il leitmotiv delle piume, arancioni e dal tono sgargiante, che abbinate alle frange applicate al vestito e ai capelli raccolti e fissati sulla fronte le danno un’aria da “flapper-girl” anni ‘20. Per noi il tema è ampiamente centrato e lei è veramente bellissima. La media dei nostri voti la portano ad un meritato 9/10.

KYLIE JENNER E TRAVIS SCOTT:

Kylie indossava un abito Versace color lavanda, con dei manicotti, uno strascico in piume (Susan Sontag sarà fiera) e una lunga parrucca che riprendeva il colore dell’abito. Lui, invece, aveva un ensemble dall’effetto “combat” firmato Dior.
Nonostante l’effetto scenico, noi della redazione non abbiamo particolarmente apprezzato l’outfit di Kylie, che si ferma ad un 7/10. Meglio per Travis, che prende un bell’8/10.

JARED LETO:

Il frontman dei 30 seconds to mars sfoggia un look total Gucci dal colore rosso acceso, completato da un accessorio che avevamo già avvistato sulle passerelle della maison nello scorso autunno/inverno: la sua testa. Il pupillo di Alessandro Michele centra il tema della serata alla perfezione e il suo “headpiece” (letteralmente) conquista il tappeto rosa e il web, diventando immediatamente virale. Per lui un 8,5/10.

KIM KARDASHIAN E KANYE WEST:

I neo-genitori (sta nascendo il quarto West mentre scriviamo questo articolo!) hanno scelto due look diametralmente diversi per il gala: mentre Kim ha scelto un vestito Mugler, super aderente e trompe l’oeil con un effetto bagnato, Kanye ha indossato una giacca Dickies da 43$. Anche lui colpito da amnesia pre-MET? Per lui il voto è 7/10… sempre meglio di Kim, che dopo un attento calcolo, si ferma ad una media di 6/10.

LES (ART)ISTS – PARIGI

Les (Art)ists è un brand indipendente, con una storia molto particolare e, ad oggi, è un brand affermato, venduto da molti negozi, come “La Rinascente”.

Nasce nel 2012 a Parigi da un’idea “scherzosa” di un gruppo di ragazzi che hanno scelto di unire il classico mood dello sportswear americano, riprendendo l’idea delle magliette oversize da quelle di Football Americano, con un taste tipicamente francese.

Ma cosa li ha resi un’icona dello streetwear che ha portato a diverse collaborazioni anche con marchi importanti e datati come K-way?

Collab Les (Art)ists x K-Way – Jackets – 2016

L’idea che c’è dietro al nome stesso del brand: al posto dei nomi dei giocatori di football con i corrispettivi numeri sul retro della maglietta, questo gruppo di ragazzi ha sostituito i nomi di vari stilisti del mondo della moda con l’anno di nascita, come se fossero tutti componenti di una singola squadra. 

L’idea è geniale, stampata su un tessuto 100% cotone “Made in Tunisia”, fresco e leggero al tatto:  la genialità sta nel fatto di poter dare l’idea a un possibile compratore che non si può permettere outfit di altissimo livello dei grandi stilisti, come quelli che vengono stampati, di indossare qualcosa di effettivamente firmato e griffato. 

Oltre a questo, con la moda streetwear che ormai ha preso il sopravvento, permette anche dei perfetti matching per i più interessati a questa cultura.

Se inizialmente l’idea era quella di usare nomi di grandi stilisti, questa si è spostata anche ad altri tipi di stampe e campi artistici, racchiudendo arte, musica e moda sotto lo stesso nome: “Les (Art)ists”. Rimangono iconiche le magliette della “Hip-Hop Capsule Collection”, con la stampa, per la prima stagione, ad esempio, di Tupac , stampata sulla maglietta rigorosamente nera, prendendo la sua foto più famosa e rappresentativa. Per la seconda stagione, invece, il rimando principale alla cultura hip-hop è dato dalla maglietta con la stampa di Snoop Dogg e Biggie.

Biggie Tee – 2019
Tupac Tee – 2018
Snoop Dogg Tee – 2019

L’ultima collezione presentata dal brand per la SS19 è intitolata “One Love”, ispirata al re del reggae, quale Bob Marley, proprio per sottolineare questo parallelismo tra musica e moda che sta dominando le ultime stagioni del brand. 

Bob Marley Tee – 2018 (per annunciare la SS19)

Questa associazione è dovuta soprattutto all’altra passione della leggenda del reggae, cioè il calcio, condivisa dai fondatori del marchio parigino. I colori usati per questa collezione sono, naturalmente, il verde, il giallo e il rosso, accostati ai colori più austeri del brand, cioè grigio e nero.

La collezione offre un guardaroba totale: dalle giacche alle t-shirt, oltre a una vasta gamma di pantaloni in vari tessuti, dalla flanella al pantalone di lana, oltre a dei cargo militari.

Il pezzo forte di questa ultima collezione è la Tracksuit “total look”, con un look abbastanza “strong”, che cerca di far sentire, a chi la compra, parte e supporter del team “virtuale” del brand: i colori sono molto accesi e richiamano sicuramente tonalità estive, quali verde, giallo e rosso.

Quando il brand fu fondato ebbe subito gran successo, tant’è che due t-shirts furono realizzate esclusivamente per Colette Paris ed esposte nello stesso negozio, in colorazioni austere, quali bianco e nero, una per chi “gioca in casa” e una per chi “gioca fuori casa”.

Les (Art)ists x Colette “97” Football Jersey T-Shirt (white)

Il brand ha ricevuto grande supporto anche da media del calibro di “Highsnobiety”, “Hypebeast”, “Complex”, “Glamour Magazine” e altri.

Ad oggi è stata realizzata un’altra collaborazione abbastanza importante per il brand, quella con il marchio di Chiara Ferragni, venduta esclusivamente sul sito della blogger.

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