Dropout – Milano. Intervista ai fondatori: Kola Tytler e Andrea Canziani

Lo streetwear ormai è una passione per tutti, ma noi di Draftin siamo voluti andare a Milano per sentire due ragazzi con il secondo negozio di Reselling d’Italia e il primo a Milano, Dropout, i cui fondatori, Kola Tytler e Andrea Canziani, si sono sottoposti ad alcune domande, facili, ma scomode.

1. Com’è nata l’idea e perché è nata?

K: “L’idea di Dropout nasce da una mia passione, e di altri ragazzi conosciuti negli ultimi anni, di portare a Milano un concetto nuovo, sulla base di quelle che erano le nostre esperienze sia nel mondo delle streetwear, sia del reselling, e non solo. E’ nata perché io e il mio socio, Andrea, abbiamo visto l’opportunità di creare un negozio fisico in una scena che era quella del reselling, a Milano”.

2. Come si è sviluppata e che tipi di investimenti sono stati fatti?

K: “In realtà già io, Andrea, Federico e Stefano avevamo parlato, in maniera molto vaga, della possibilità che ci fosse un negozio di reselling a Milano. Poi a Primavera ho contattato Andrea con un’idea più seria e strutturata, anche se entrambi eravamo alle prime armi e alla prima attività. Da qui abbiamo messo su un team e, attraverso un grande iter burocratico, ci siamo riusciti.

Da lì abbiamo ricercato tutto ciò di cui necessita un negozio, soprattutto un designer che ci aiutasse per l’immagine del negozio.

Riguardo gli investimenti sono interamente nostri e non abbiamo ricevuto nessun fondo esterno”. 


3. Le prime scarpe che avete cominciato a vendere, come le avete ottenute? Comprando a Resell e vendendo a un prezzo maggiore o subito comprando a retail e partecipando alle Raffle?

K: “Per quanto riguarda me, la prima scarpa che ho venduto a prezzo di Resell, perché altre le avevo già vendute, è stata la Yeezy Boost 350 “Turtle Dove”, quando vinsi la Raffle a Londra. Kanye venne all’evento e firmò le scatole. Avevo quindi il paio autografato e lo riuscì a vendere dopo qualche settimana. Da allora me ne pentii e, poiché al tempo lavoravo e avevo una determinata disponibilità, decisi di comprare un altro paio, non autografato, e da lì con tutte le release successive ero più propenso ad acquistare più paia, in modo tale da poterne tenere un paio e venderne un altro, così da ripagare il primo”.

4. Come gestite il canale social?

K: “L’abbiamo gestito noi fino a oggi (giorno dell’intervista), ma abbiamo deciso di prendere contatti con un’agenzia che si occuperà di strutturare le immagini in maniera più ordinata, più corporate”.

5. Avete qualche altro negozio in Italia o all’estero (Kola a Londra)?

K&A: “No no, nessuno dei due. Io, Kola, ho lavorato con altri negozi a Londra e a Parigi”.

6. Com’è il mondo dello streetwear per voi? E com’è vissuto secondo voi in Italia?

A: “Che domanda ampia ahahaaha. In Italia, per certi versi, essendo la capitale della moda, è “il primo gradino”. E’ anche vero che le mode le inventano in Italia, ma le indossano in altri Paesi, come se sotto questo aspetto arrivasse dopo. Detto ciò, non abbiamo nulla a che invidiare all’estero, sia dal punto di vista della produzione , sia dell’inventiva, che è italiana, anche se poi le presentazioni le fanno a Miami piuttosto che qui. Non mi sento di dire che all’Italia manchi qualcosa. 

Sicuramente l’Italia è sempre in via di sviluppo nell’ambito streetwear e dei ragazzi, dei giovani.

Per quanto riguarda a “come la vivo io”, ti posso dire che la vivo come un mestiere, innanzitutto, dato che Dropout è il nostro lavoro e, in generale, la vivo bene, mettendo a disposizione del cliente che entra e chiede quel “poco che conosco” e “quel poco che ho”. Devo dire che i clienti spesso sanno già, attraverso altri canali, che magari possono essere i vari influencer e youtuber, i quali lanciano un pò la moda e la fanno seguire, che cosa vogliono prendere”.

K: “Per quanto mi riguarda, prendo lo streetwear come una passione che ho da sempre, anche se ultimamente è più mainstream rispetto a quanto lo potesse essere 10 anni fa.

In Italia, in termini di qualità, inventiva, produzione credo che sia al pari di altri Paesi, se non addirittura avanti. Per il pubblico, per un pubblico più generalista, in Italia arriva in ritardo, arriva a tutti un pò dopo, rispetto a Inghilterra e Stati Uniti, anche se questo dipende molto da un fattore linguistico: lo dimostra il fatto che gli stessi brand italiani, emergenti e non, si relazionano di più all’estero, in primis Stati Uniti, Inghilterra e poi Italia, proprio perché possono riferirsi a un pubblico più ampio”.

7. Avete mai comprato fake e che ne pensate di coloro che vendono fake?

K: “A me hanno provato a rifilare 3-4 volte delle paia fake, di cui una volta a un Meet Up e, riconoscendole, gliele lasciai. Due volte tramite spedizione e in entrambe hanno perso scarpe e soldi: una la regalai a un barbone, dopo aver rimosso lo swoosh, in modo tale che nessuno lo attaccasse per togliergli le scarpe pensando potessero essere vere, e una ce l’ho ancora in macchina e non so cosa farci, se bruciarla o fare la stessa cosa che ho fatto con l’altro paio”.

8. Che pensate degli influencer o dei fashion blogger (o aspiranti), che comprano solo streetwear per cavalcare la wave e magari avere approvazione sociale sui social?

K: “Io non mi sento di giudicare chi segue le mode, perché alla fine siamo un pò tutti vittime delle mode, di qualsiasi tipo. Un influencer è solo una persona che seguendo la moda fa il proprio mestiere, quindi per approcciarti e raggiungere il maggior numero di persone bisogna portare quello che è in tendenza”.

9. Siete felici di quello che state facendo?

K: “Io personalmente tantissimo, la soddisfazione è tanta, sin dal primo giorno di apertura. Devo ringraziare tutte le persone che vengono, comprano, ci chiedono le foto e ci scrivono anche in DM”.

10. Perché avete deciso di aprire a Milano? Quale opportunità vi sta dando, soprattutto in termini di popolarità?

K: “Sia perché è una città più proiettata verso l’estero, sia per il mood, per i brand esistenti qui a Milano etc. Altrove un negozio simile già c’era (Roma) e per il fatto che Andrea e Federico sono di Milano e conoscono l’ambiente

11. Quali sono i pezzi a cui siete più affezionati?

K: “Io le “Air Yeezy 2 Sp Red October” e, soprattutto, un paio di “Air Max 97” in collaborazione con Eminem e firmate da Eminem, le “Nike Mag” e un paio di “Adidas HU NMD Pharrell x Chanel”, a cui sono affezionato perché è un regalo che ricevetti”.

A: “Per quanto riguardo quelle a cui sono più affezionato, anche io “Air Yeezy”, perché coincide un po’, se vogliamo, con la nascita del mercato italiano, e mio personale, del reselling, quindi di rivendita. In realtà nasce tutto con Jordan, però quella collab tra Nike e Kanye West, e le tre scarpe con le 3 colorazioni differenti, diciamo che ha fatto nascere questo “giochino”.

Poi, naturalmente, sono affezionato per circostanze di cui ti parlo dopo, alla Reverse Shattered Backboard con lo Swoosh Reverse, per ovvie ragioni ahaha”.

12. Il pezzo pagato di più, anche personale?

K: “Il mio “Nike Mag”, prezzo 9000 euro”

A: “Io anche, ma l’ho venduta, anche se comprata allo stesso prezzo di Kola e Air Yeezy, che avevo comprato, ma non erano della mia taglia, le ho rivendute e dopo anni le ho ricomprate”.

13. Siete sempre disponibili a ricevere offerte dai venditori privati per un paio di scarpe etc.?

K&A: “Sì e no, valutiamo principalmente in conto-vendita”.

14. Alcuni pezzi che sono nel negozio sono vostri personali e avete deciso di venderli o solitamente avete più pezzi? Quali caratteristiche bisogna avere per poter aprire un negozio del genere?

K: “Quando abbiamo aperto, lo Stock era interamente nostro. Alcune sono da esposizione, hanno un certo prezzo, e se qualcuno paga quel prezzo la vendiamo, ma io personalmente ci sono affezionato. 

Entusiasmo, tanti fondi, conoscere il mercato, avere un team di persone capace e soprattutto l’area e la zona. Noi, rispetto a molti altri, abbiamo delle conoscenze maggiori di come funzionano alcuni brand. Io, poi, avendo lavorato con altri store di reselling, un pò dall’interno ho avuto modo di capire più cose rispetto a una persona che ci si affaccia solamente adesso”

15. Brand preferito?

K: ”Nike”

A: “Ti direi, anche se ogni volta partecipo alle estrazioni dell’app di Nike, tipo stamattina, finisco con grandi L, che mi fanno incazzare, credo Nike”.

16. Oltre a seguire Dropout, cosa fate?

A: “Io ho abbandonato gli studi anni e anni fa per intraprendere la carriera lavorativa che non era questa, che lo è diventata col tempo. Mi sono diplomato in Ragioneria e per questioni economiche, circostanze familiari e quant’altro sono andato subito a lavorare.

K: “Io studio Medicina e Chirurgia, ultimo anno, e seguo altri progetti all’estero, principalmente a Londra, dove ho investimenti differenti da questo”.

17. Le “Reverse Shattered Backboard” Nike Air Jordan 1, la scarpa valutata a 125mila euro.

A: “Le ho acquistate al Foot Locker di Milano e togliendola dalla scatola mi sono accorto, una volta comprato, che la scarpa sinistra aveva una falla, cioè lo Swoosh di Nike cucito al contrario. Pensai che era come se avessi vinto al Superenalotto ahahah”.

K: “E’ praticamente un’attrazione, non solo per chi ne sa, ma anche per chi magari, vedendola, chiede il perché di questa sua stranezza e che tipo di modello sia. Valore unico, come se fosse un’opera d’arte… e per certi versi lo è”.

18. Che consigli dareste a chi legge l’articolo

K: “Seguire le proprie passioni. Io personalmente, con la mia passione, ho fatto un investimento e ci ho creato un lavoro, qualcosa che mi ha dato delle soddisfazioni. Fate quello che vi piace e non avete paura di proporre i vostri progetti, seppur molto ambiziosi”.

Speriamo che le nostre domande siano state abbastanza soddisfacenti per voi lettori e che i nostri protagonisti siano sopravvissuti senza troppe ferite.

Sarà la prima di una lunga serie, non solo a negozi di Reselling, ma anche a personaggi, famosi e non, che vivono tutti i giorni lo streetwear e l’alta moda.

                                                                                                                                   Andrea Baiocco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: